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Sei il Viandante

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Davide Regazzoni

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DAVIDE:
Il nome deriva dall'ebraico Dawidh e significa "amato, diletto".
Cosa dire di me... sono Ingegnere e in ogni cosa che faccio sono forse un po' "precisino", qualcuno dice "maniacale", ma amo anche
chiudere gli occhi e abbandonarmi completamente ai sogni...Le donne dicono che sono l'ultimo dei cavalieri rimasti, per la mia sensibilità e la mia educazione. Dicono che sono l'icona del "BRAVO RAGAZZO" e forse questo mi rovina...
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June 02

Small Town Boy... che dire... profetica!

BRONSKI BEAT
 
Small Town Boy
 
  You leave in the morning
With everything you own
In a little black case
Alone on a platform
The wind and the rain
On a sad and lonely face
 
Your Motherwill never understand
Why you had to leave
But the answers you seek
Will never be found at home
The love that you need
Will never be found at home

Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.

Pushed around and kicked around
Always a lonely boy
You were the one
That theyd talk about around town
As they put you down

And as hard as they would try
Theyd hurt to make you cry
But you never cried to them
Just to your soul
No you never cried to them
Just to your soul

Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.

Cry , boy, cry...

You leave in the morning
With everything you own
In a little black case
Alone on a platform
The wind and the rain
On a sad and lonely face

Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
June 01

Vanda Miss Joaquim

IMG_2196

This is the National Flower of Singapore… and forever will remind me of you…

April 14

Ricostruire la cattedrale…

Una vecchia storia racconta che, subito dopo i bombardamenti di Dresda, un uomo si ritrovò a passare in una zona disseminata di macerie e vide tre operai al lavoro.
”Cosa state facendo?” domandò.
Il primo operaio si voltò e disse: ”Non vede? Sto sgomberando queste pietre.”
Il secondo operaio rispose: “Non vede? Sto guadagnandomi lo stipendio.”
Il terzo operaio replicò: “Non vede? Sto ricostruendo una cattedrale!”

Benché i tre uomini fossero impegnati nella medesima attività, soltanto uno aveva l’esatta dimensione del significato di quel lavoro.

Speriamo che ciascuno di noi sia capace di rialzarsi dalle proprie macerie emotive e inizi a costruire la cattedrale che ha sempre abitato i suoi sogni, ma che non ha mai osato realizzare.

P. Coelho - ‘Sono come il fiume che scorre’

April 10

Ritorno a casa

E’ strano tornare a casa... è tutto uguale... gli stessi odori... le stesse sensazioni... le stesse cose....

Ti rendi conto che l'unico a essere cambiato sei tu...

March 02

Il Saipemita

SAIPEMITA

 

Nome comune con il quale si distingue un animale diurno e notturno, solitamente di sesso maschile (sono rari i casi di sesso femminile, oramai in via di estinzione), dalle sembianze strane e piu' svariate, dalle diverse forme, accenti e lingue parlate, appartenente alla Classe dei mammiferi, Famiglia degli ominidi, Genere HOMO, Specie SAPIENS, Sottospecie SAPIENS, anche se recenti studi tendono ad escluderlo e indicarlo come appartenente ad una sottospecie differente nata negli ultimi 60 anni, originariamente in Italia, oggi nota come SAIPEMITUS.

Il suo ciclo vitale e’ di norma 70 anni, ma il suo stile di vita e' simile a quello di un animale a sangue freddo, suddiviso in due stagioni, una di 56 giorni lavorativi e l’altra di 28 giorni di letargo, in continuo alternarsi, durante le quali il suo atteggiamento cambia radicalmente distinguendolo come appartenente ad una sottospecie ben distinta da quella dell’ HOMO SAPIENS SAPIENS.

Durante il periodo lavorativo di 56 giorni viene il Saipemita viene indicato come HOMO SAIPEMITUS CATTIVITAS (Saipemita in cattività')

 

 

HOMO SAIPEMITUS CATTIVITAS

 

Lo possiamo trovare a bordo di navi posa tubi, per sollevamento, su piattaforme petrolifere o in basi terrestri, in quasi tutte le parti del mondo.

Facilmente riconoscibile dall’abbigliamento tipico, tuta arancione, casco arancione, stivali di sicurezza, occhiali da sole di sicurezza, rigorosamente neri, anche di notte (perche’ fa piu' fashion), la cosa di cui non puo’ fare a meno e' la "Malboro", rigorosamente rossa

E' da precisare che il 95% degli HOMINI SAIPEMITI sono fumatori.

Durante il periodo di cattivita’ la giornata tipica del soggetto puo’ essere suddivisa in due fasi fondamentali : quella lavorativa di 12 ore, nella quale esegue professionalmente il suo compito e quella di riposo.

Quella di riposo normalmente dura 3 o 4 ore (le altre 8 sono dedicate al sonno, ma non sempre) e anche qui l’atteggiamento del saipemita e’ unico e inconfondibile.

Seduto insieme ad altri del suo branco e della sua specie, nella sala fumatori o in sala mensa, sorseggia rigorosamente caffè nero in tazzone o te', fuma sigaretta Malboro rossa, implementa il suo bagaglio culturare socializzando e vantandosi di esperienze sessuali passate, di vissuti accoppiamenti animaleschi (inteso come brutali, ma veri e propria accoppiamenti con animali non possono essere esclusi), di dimensioni di organi genitali maschili, di attrici, di belle donne, di seni prosperosi e forme femminili, di posizioni e atti sessuali.

Raramente, il Saipemita dedica anche pochi minuti del suo tempo libero ad una veloce telefonata a casa, per conserve la proprietà e mantenere il territorio e la famiglia (per quei pochi che l'hanno costruita), assicurando alla moglie e ai figli che la sua vita a bordo e’ piena di sacrifici e privazioni.

(N.d.r. Qui e' da notare che in alcuni periodi dell'anno, quando la cattivita’ e’ meno stringente per via di condizioni favorevoli, proprio perche' la sua vita e' piena di privazioni lo si puo' scovare in posti alquanto caratteristici come Orchard Towers a Singapore o in bar di Batam, in compagnia di leggiadre fanciulle dedite allo smandrappo e all'uso improprio della lingua).

Durante la fase del riposo, qundo il Saipemita e’ costretto a bordo di navi o di strutture offshore, senza possibilita’ di sfogo, e i ferormoni scaricano nel suo corpo l'adrenalina, si innesca in lui un processo di voglia di liberazione e accoppiamento, e il soggetto si rinchiude nella cabina, guardando film porno, attingendo all'unica forma di sessualità' che conosce nella solitudine: l'autoerotismo.

Il suo verso di richiamo e' inconfondibile, un misto di suoni animaleschi simili ad ululati e barriti: "Ooooooooh", indipendentemente da quale sia la sua lingua e la sua provenienza.

Finito il ciclo lavorativo di 56 giorni, ha inizio il periodo di letargo di 28 giorni, nel quale il Saipemita cambia pelle e si possono distinguerne due tipologie.

C'e' l’HOMO SAIPEMITUS MANSUETUS (Saipemita mansueto), quello che ha famiglia e torna a casa accudendo la moglie e figli o che comunque, non ha famiglia, si riposa normalmente come tutti gli essere umani normali.

Poi abbiamo il tipo più' pericoloso, dagli istinti irrefrenabili, l'HOMO SAIPEMITUS LIBER INSEMINATOR (Saipemita allo stato brado).

   

 

HOMO SAIPEMITUS LIBER INSEMINATOR

 

Questa seconda tipologia puo’ essere pericolosa per gli HOMO SAPIENS SAPIENS e per la progenie che potrebbe avere origine dalla non remota possibilita’ di incrocio tra le specie.

Raramente succede che il Saipemita allo stato brado riesca a procreare non catturando o prendendo alla sprovvista esemplari di sesso femminile appartenenti alla specie SAPIENS SAPIENS.

IL LIBER INSEMINATOR si puo' riconoscere dai suoi atteggiamenti inconfondibili: vestito tipicamente in maglietta a maniche corte o canotta e pantaloncini corti (anche con temperature esterne al di sotto dello zero), e’ pressoche’ normale trovarlo già' alle 7 di mattina o alle 23 di sera (rispetta gli orari che ha sul lavoro e che ormai gli sono rimasti impressi nel DNA) in un bar con tanto di Peroni da 66cl o bottiglia di Sanbuca rigorosamente Molinari, usanza tipica di quando vive sulla terra.

E' stato studiato e calcolato che un esemplare di HOMO SAIPEMITUS LIBER INSEMINATOR ha bisogno per vivere di 6 litri di alcool al giorno, pari a circa un litro ogni 4 ore e ha bisogno di accoppiarsi con istinti irrefrenabili, regolarmente e con grande soddisfazione almeno 3 volte al giorno, purtroppo, per lui, non sempre questo gli riesce.

I suoi pasti, tutti rigorosamente al ristorate, data la molto remunerativa attivita’ svolta durante il periodo di cattivita’, sono luculliani. Lo si puo' distinguere facilmente perche' intento a divorare tutto quello che gli viene presentato davanti e da lui ordinato, purche' il costo della pietanza sia superiore ai 50euro a portata.

Durante il suo fiero pasto non trascura la sua anima di LIBER INSEMINATOR e inopportuna cameriere o vicine di tavolo, purche' di sesso femminile e al di sotto dei 60 anni di eta', nella speranza che la povera donna, oggetto del suo smodato desiderio, ceda alle sue delicate avance per permettere al povero SAIPEMITUS di dedicarsi all'arte dell'accoppiamento da cui manca da almeno 56 giorni.

Stessa identica scena si ripete durante tutte le sere a cena.

A notte fonda, come un vampiro l’ HOMO SAIPEMITUS LIBER INSEMINATOR puo’ essere intravisto aggirarsi in maniera sospetta per locali, quali pub o discoteche (non ha importanza l'eta' del Saipemita), alla ricerca di una preda di sesso femminile alla quale succhiare la linfa vitale e poter porre rimedio a quella sfrenata voglia di accoppiamento insita in lui, per procreare progenie, ma sopratutto per soddisfare i suoi istinti primordiali.

Normalmente la tecnica dell'approccio con l'altro sesso non va mai a buon fine, forse perche’ il soggetto ha ormai dimenticato le buone maniere (o piu’ probabilmente non le ha mai conosciute) o forse perché dalla controparte non vengono capiti i chiari segnali che il nostro esemplare lancia ripetutamente.

Le tecniche d'approccio di questo esemplare sono svariate, ma tutte simili per ogni appartenente alla stessa sottospecie, cosa che lo rende ancora una volta inconfondibile.

La preda non e' mai la stessa, non ha importanza ne’ il suo aspetto ne’ il suo stato sociale, l'importante e' che sia di sesso opposto (per alcuni soggetti alle volte bastano solamente le sembianze femmili, essendo stati registrati innumerevoli accappiamenti con cosidetti LADYBOY), ma cosa piu' importante, cio' che fa scattare il raptus all'INSEMINATOR e' la distanza che separa il soggetto dal corpo femminile, se essa scende al di sotto dei 3 metri, il SAIPEMITA entra azione.

Il primo contatto viene scambiato velocemente con un’occhiata, ed e' piu' che altro un inquadramento dell'obiettivo.

Il successivo avvicinamento e' quello classico di tale razza e l’approccio, traducibile in qualunque lingua, e’ sempre lo stesso: "Ma quanto sei bona! Me te vorrei proprio scopa', te fai da 'na botta?".

La povera preda, probabilmente sopraffatta dalla classe, dalla galanteria e dall’eleganza del Saipemita rimane sconvolta e norrnalmente fugge a gambe levate, sentendosi forse totalmente impreparata a fronteggiare una tale classe e signorilita'. Ma le ragioni per le quale accade tutto cio’ sono ancora oggetto di attente osservazione da parte dei biologi di tutto il mondo.

Non trovando quasi mai donne o esseri femminili ‘alla propria altezza’, ‘della sua grazia e signorilita’, possiamo sempre piu' facilmente poter trovare il Saipemita, nei suoi ultimi giorni prima della trasforrnazione di nuovo in HOMO SAIPEMITUS CATTIVITAS, sulle strade che normalmente sono frequentate da donne ‘comprensive’.

Tali donne, desiderose e compiacenti, accettano di buon grado le avance del LIBER INSEMINATOR, la sua grazia e gentilezza. Sfortunatamente si tratta di esemplari di sesso femminile sempre o spesso con gravi problemi economici, ai quali sopperisce il Saipemita con laute donazioni a titolo gratuito, le cui somme vanno da 50 euro a non meglio quantificate cifre.

Tali donne, comunemente note all’ HOMO SAPIENS SAPIENS come ‘prostitute’, dal Saipemita sono viste come ‘benefattrici dell'umanità’.

E' normale consuetudine del LIBER INSEMINATOR, la sera prima della partenza per altri 56 giorni di cattivita’, tornare a casa ubriaco (come un indiano d'america dopo aver provato per la prima volta il Whiskey), scortato da amici o parenti sotto braccio, praticamente non piu’ in grado neanche di reggersi in piedi e con tutto il suo patrimonio dilapidato a destra e a manca in gozzoviglie e altro genere di intrattenimenti.

Il giomo della partenza viene accompagnato all'aereoporto e buttato su un aereo, sul quale in 12 ore di volo, recuperera' e smaltira' la sua ultima sbornia prima di rimanere obligatoriamente sobrio per 56 giorni… perche', ricordiamolo, il povero Saipemita a bordo non ha ne’ alcool ne’ pace dell'uccello.

Attualmente al mondo si contano circa 42.345 esemplari di questa specie o sottospecie che dir si voglia, ma cio’ non significa che questa sia in via di estizione (ad eccezione degli esemplari femminili), tutt’altro, la procreazione e’ garantita dall'unione delle due sottospecie diverse, il SAIPEMITUS ed il SAPIENS, nonostante la gia’ citata pericolosita’ del risultato che puo’ derivare da tale incrocio.

 

 

 

Dall'Enciclopedia della Biologia Garzanti

 

Prima Edizione – Sergio Cadau (Dicembre 2008)

Revisione e correzioni – Danilo Coppola (Febbraio 2009)

2a Revisione e correzioni – Davide Regazzoni (Marzo 2009)

February 07

Ardue saranno le tue fatiche

    Trascorsi circa mille anni, apparve la prima ombra sulla Grande Foresta Verde, e nella Terra di Mezzo giunsero gli Istari o Stregoni.
Si disse poi che venivano dall'Estremo Occidente ed erano messaggeri inviati a contestare il potere di Sauron e ad unire tutti coloro che avevano la forza di volontà necessaria a resistergli; ma era loro vietato opporre al potere di Sauron il proprio potere, e cercare di dominare Elfi e . Uomini con la forza e la paura.
     Apparvero quindi nelle vesti di Uomini, pur non essendo mai giovani e invecchiando assai lentamente.  Disponevano di molti poteri fisici e spirituali, rivelavano a pochi il loro vero nome, adoperando i soprannomi che gli altri davano loro.  I due più importanti (pare che in tutto fossero cinque) ricevettero dagli Eldar i nomi di Curunfr, «l'Uomo Abile», e Mithrandir, «il Grigio Pellegrino»,
ma per gli Uomini del Nord essi erano Saruman e Gandalf.  Curunir si recò sovente a est, ma si stabilì poi a Isengard.  Mithrandir era tra i due quello più amico agli Eldar, viaggiava soprattutto a occidente, e non scelse mai una dimora stabile.
     Durante tutta la Terza Era soltanto i possessori dei Tre Anelli sapevano chi fossero gli altri proprietari.  Ma in seguito si venne a sapere che essi erano dapprima stati nelle mani dei tre grandi Eldar: Gil-galad, Galadriel e Cirdan.  Gil-galad prima di morire diede il suo a Elrond; Cirdan cedette più tardi il proprio a Mithrandir.
    
Cirdan infatti vedeva più lontano e più in profondità di chiunque altro nella Terra di Mezzo, e accolse con gioia Mithrandir ai Rifugi Oscuri, poiché sapeva donde egli venisse e dove sarebbe infine ritornato.
     «Prendi questo anello», gli disse, «perché ardue saranno le tue fatiche; esso ti sarà di aiuto nel corso delle tremende imprese che hai deciso di affrontare.  Questo infatti è l'Anello di Fuoco e con esso potrai riscaldare i cuori in un mondo che diventa sempre più freddo.  Quanto a me, il mio cuore è vicino al Mare, e io dimorerò sulle grigie sponde fino alla partenza dell'ultima nave. Ti aspetterò».


J.R.R. Tolkien - Il signore degli anelli - Appendice B 'Il calcolo degli anni'


February 05

Il peso di una scelta

La difficoltà non consiste nello scegliere, nel prendere una decisione.
Tutto sommato questo è un atto semplice, che non richiede un grande sforzo, il più delle volte quasi inconscio.
Ogni secondo si esprime una scelta. Per ogni cosa si esprime una scelta.
E' nel convivere con le conseguenze, nel sopportarne il peso, che si annida la difficoltà e la frattura, che lacera l'animo, è la paura di ciò che inevitabilmente si sacrifica a rendere l'uomo titubante.

Il tutto aggravato dal fatto che non si può pretendere che qualcun'altro sopporti assieme a noi i risvolti e gli effetti delle nostre decisioni.

E quando la scelta riguarda l'intera propria vita, con il suo stile, le sue implicazioni e ci si ritrova soli ad affrontarla, il peso del sacrificio a volte si fa insopportabile e il dubbio assale ad ondate spezzando il fiato...

January 08

Vincera' chi...

"Vincerà chi saprà quando combattere e quando evitarlo; chi saprà come gestire una forza sia superiore sia inferiore al nemico; vincerà chi al suo interno sarà animato dallo stesso spirito a prescindere dal rango; chi si preparerà adeguatamente e saprà cogliere l'avversario impreparato.
Se conosci le tue capacità e quelle del nemico non dovrai temere l'esito di cento battaglie; se conosci te stesso, ma non il tuo avversario, per ogni vittoria subirai una sconfitta, ma se non conosci né la tua forza, né quella del rivale, perderai in ogni battaglia"

Sun Tsu - 'Larte della guerra'

 

Tuffo... Tuffo...

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Panino al mascarpone

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Benvenuti nella terra dei Valar in Aman, il Reame Beato
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